Cloud ibrido e AI soddisfano le nuove preferenze di acquisto e sostenibilità dei consumatori
1 consumatore su 4 predilige lo shopping ibrido come metodo di acquisto e il 62% dei consumatori è disposto a cambiare le proprie abitudini di acquisto per ridurre l’impatto sull’ambiente. Sono questi due dei risultati più significativi emersi dallo studio globale “Consumers want it all” realizzato da IBM Institute for Business Value con National Retail Federation su un campione di oltre 19.000 consumatori.
Lo studio ha difatti rilevato un considerevole aumento dello shopping ibrido, che integra canali fisici e digitali nell’esperienza di acquisto: le abitudini di spesa che i consumatori hanno adottato per necessità durante la pandemia stanno per cui diventando parte della routine.
Più in particolare, tra i risultati dell’indagine il 72% degli intervistati privilegia ancora il negozio fisico come metodo di acquisto primario, in tutto o in larga parte, mentre il 27% riferisce di preferire lo shopping ibrido, soprattutto gli appartenenti alla Gen Z che sono tra quelli più propensi a scegliere questa modalità rispetto agli altri.
I motivi principali per cui gli intervistati scelgono di recarsi ancora in negozio includono l’opportunità di toccare e valutare meglio i prodotti prima di acquistarli, di poter scegliere e la possibilità di procedere immediatamente all’acquisto, anche se l’esperienza che i consumatori cercano in negozio varia a seconda della categoria di prodotto.
Lo studio ha rivelato inoltre che dal 2020 la sostenibilità ha assunto sempre più rilievo per i consumatori e influenza sia le decisioni di acquisto che le preferenze di brand. I consumatori che scelgono prodotti e marchi in base ai valori trasmessi, come la sostenibilità, rappresentano infatti ora il più grande segmento tra i consumatori intervistati: il 62% degli intervistati è disposto a cambiare le proprie abitudini di acquisto per ridurre l'impatto ambientale, rispetto al 57% di due anni fa. La metà degli intervistati afferma invece di essere disposta a pagare un sovrapprezzo medio del 70% per avere prodotti sostenibili, circa il doppio rispetto a quanto indicato nel 2020.
“Sebbene molti dei consumatori intervistati riconoscano ancora il valore aggiunto della tradizionale esperienza di shopping in negozio, c’è ora una grande aspettativa in termini di flessibilità nel costruire il proprio percorso di acquisto – a seconda delle abitudini prevalenti per la propria fascia d'età, gli strumenti disponibili e la categoria di prodotto", ha affermato Mark Mathews, Vice President of Research Development and Industry Analysis presso la National Retail Federation. "Questo approccio 'ibrido' segna un cambiamento fondamentale nel comportamento dei consumatori”.
“L'indagine mostra che nell'ultimo anno la sostenibilità è diventata sempre più importante per i consumatori, anche se permane ancora un divario tra le intenzioni e le azioni a causa della mancanza di informazioni nel processo di acquisto. È sempre più essenziale che i brand diano evidenza di scelte e opzioni sostenibili in ogni fase dell'esperienza del cliente. Allo stesso tempo, lo shopping ibrido ha preso piede nella maggior parte delle categorie di acquisto, in particolare per i beni destinati alla casa e all'abbigliamento; mentre i negozi fisici continuano a giocare un ruolo predominante per la spesa alimentare, lo shopping ibrido sta crescendo anche in questa categoria”, ha detto Luq Niazi, Global Managing Director IBM Consumer Industries.
Niazi ha aggiunto: "Nonostante l'impatto del COVID-19, abbiamo notato come brand leader nella vendita al dettaglio stiano trasformando continuamente e rapidamente il business, l'esperienza dei clienti e le supply chain grazie a tecnologie come AI, cloud ibrido e blockchain per andare incontro a queste molteplici preferenze".
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