“10 Hot Consumer Trends” di Ericsson immagina il centro commerciale ibrido del futuro
I consumatori si aspettano esperienze ibride nei centri commerciali entro il 2030. A sostenerlo sono i risultati emersi dalla undicesima edizione dei “10 Hot Consumer Trends” di Ericsson, finalizzato a raccogliere il punto di vista dei consumatori sul 2030. Basato su una ricerca approfondita, il rapporto si occupa quest’anno delle esperienze di shopping ibrido all’interno di un centro commerciale immaginario chiamato "Everyspace Plaza", e rappresenta le aspettative e le previsioni di circa 57 milioni di early adopter di tecnologia a livello globale.
I consumatori, chiamati a valutare 15 centri commerciali ibridi, dove l'esperienza di consumo fisico viene estesa grazie alla tecnologia digitale, hanno previsto che in futuro potrebbero vivere interazioni internazionali, restando nell’ambiente fisico vicino casa, e che addirittura occhiali AR, visori VR impermeabili, tute aptiche e guanti tattili potrebbero far parte degli accessori in dotazione durante la visita di un centro commerciale nel 2030.
In pratica, quello immaginato dalla grande maggioranza degli attuali early adopters è un vero e proprio mix ibrido di tecnologia connessa, integrata in ambienti fisici reali per migliorare le esperienze di shopping e di acquisto; strutture "bricks-and-portal" abilitate da tecnologie come la realtà virtuale, realtà aumentata e tessuti programmabili.
Quasi 8 consumatori su 10 immaginano ad esempio sale per eventi in cui la tecnologia di telepresenza permetterà agli artisti di esibirsi digitalmente come se fossero presenti di persona. Mentre i saloni di bellezza che usano la tecnologia di modellazione volumetrica per migliorare digitalmente il look sono attesi nei centri commerciali da 7 consumatori su 10. Ancora, sette consumatori su dieci si aspettano che i centri di fitness mentale dotati di ambienti AR/VR multisensoriali e personalizzati aiuteranno a migliorare la salute mentale.
Più di 7 utenti AR/VR su 10 prevedono invece la presenza di un sarto che utilizza tessuti in grado di trasformarsi, diventando impermeabili o fornendo un sistema di raffreddamento quando necessario. Molti immaginano addirittura l'esplorazione di mondi impossibili: due terzi dei consumatori credono infatti che ci potranno essere piscine dove si potrà usare una cuffia VR ossigenata per sperimentare il cosmo a gravità zero.
Più della metà dei consumatori vuole fare acquisti sostenibili in un negozio che ricicli anche i loro vecchi prodotti. La metà dei consumatori vuole inoltre ristoranti dove mangiare virtualmente con amici che si trovano in altri ristoranti, in qualsiasi altra parte del mondo.
Tre quarti dei consumatori si aspettano poi di poter proiettare la propria casa all'interno del negozio quando proveranno nuovi prodotti. E il 77% dei consumatori prevede di trovare centri medici con scansione della salute AI drop-in che fornisce aggiornamenti sullo stato di salute quasi istantanei.
Il 42% dei consumatori vuole infine visitare un parco all'interno del centro commerciale dove sentirsi più vicini alla natura attraverso materiali digitali e programmabili che forniscono esperienze ibride. Ci si aspetta poi che i negozi facciano molto di più che solo vendere prodotti. Quasi 8 consumatori su 10 pensano che i commercianti forniranno lezioni su come utilizzare al meglio i prodotti acquistati, sfruttando le tecnologie AR/VR.
Dr. Michael Björn, Head of Research Agenda, Consumer & Industry Lab di Ericsson, e responsabile degli Hot Consumer Trends fin dal 2011, commenta: "Da un lato può essere difficile immaginare,prima del 2030, un gran numero di consumatori in possesso di costose attrezzature tecnologiche come occhiali AR, visori VR impermeabili, tute aptiche e guanti tattili. Tuttavia, se queste attrezzature dovessero essere messe a disposizione a un costo inferiore, è plausibile immaginare che in moltile avranno per migliorare le esperienze quotidiane anche nei centri commerciali". Aggiunge: "Infatti, il 35% dei consumatori intervistati pensa che i centri commerciali abbiano più probabilità di avere tecnologie di prossima generazione rispetto agli appartamenti, mentre solo il 14% non è d'accordo. I centri commerciali sono stati a lungo luoghi ad alta concentrazione di tecnologia, con molti cinema, sale giochi, sale da concerto, piste da bowling e altro. Probabilmente continueranno a svolgere questo ruolo".
Lo studio evidenzia inoltre anche la convinzione che i centri commerciali ibridi potrebbero contribuire in modo positivo e sostenibile alla vita locale."Se non altro, il futuro potrebbe essere sempre più localizzato, con il 32% degli intervistati che concorda sul fatto che i centri commerciali high-tech renderanno più fattibile e attraente il trasferimento nelle piccole città e nelle zone rurali - e solo il 13% non è d'accordo", aggiunge Björn.
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