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Il Nuovo codice consumi ridisegna il volto del consumatore italiano

Comprendere a fondo i comportamenti d’acquisto degli italiani del 2022 e immaginare quelli del 2030, delineando scenari strategici futuri per istituzioni e filiere del largo consumo. È questo l’obiettivo del “Nuovo Codice Consumi”, realizzato da GS1 Italy in collaborazione con Ipsos e McKinsey & Company, e presentato a Roma durante l’evento “La spesa e gli italiani: scenari e impatti sul sistema Paese”.



La prima parte dell’indagine è stata realizzata con una fase etnografica sulla vita quotidiana di 36 famiglie italiane, integrata da nove focus group, a copertura di diverse fasce sociali e territoriali. Il terzo step di ricerca ha previsto invece una fase quantitativa estensiva su circa 4mila responsabili di acquisto, uomini e donne.

Questo impianto metodologico ha permesso di tracciare una nuova mappa dell’Italia, che integra due visioni complementari: da una parte l'Italia delle persone, composta da nove “comunità di sentire”, trasversali per età e collocazione geografica, e dall’altra l'Italia dei territori, con una nuova ripartizione, in cui i quattro territori sono stati identificati in virtù della composizione del tessuto sociale e produttivo che li caratterizza e che può essere utilizzata per analizzare i fenomeni locali, studiare il territorio e programmare attività specifiche per ogni area.

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Il Nuovo Codice Consumi fa così emergere una nuova concezione della territorialità e fotografa una società altamente frammentata, con pulsioni contrastanti tra una costante ricerca delle origini e un desiderio imitativo e innovativo. Al posto degli “italiani”, intesi come gruppo unitario e sostanzialmente omogeneo, la ricerca ha difatti messo in luce la presenza di community a geometria variabile e in movimento perpetuo, che si formano sull’onda di un sentire comune ma senza omogeneità implicite. E che vivono integrando flussi emozionali e dimensioni comportamentali. Per quanto riguarda invece le motivazioni di acquisto, esse rappresentano ormai la nuova espressione della territorialità perché si differenziano da zona a zona. Ciò che differenzia i territori sono le motivazioni di acquisto: gli stessi prodotti sono infatti acquistati in funzione di driver che sono specifici per territorio, e che, se colti, offrono una chiave di lettura in grado di rivoluzionare i meccanismi dell’offerta.

Per riuscire a distinguersi in questa nuova arena competitiva, i principali attori del settore dovrebbero quindi attivarsi lungo alcune direttrici chiave, ponendo in essere iniziative che rendano possibile formulare proposte di valore più articolate e focalizzate al soddisfacimento di bisogni mutevoli e sempre più specifici. Per questo, il Nuovo Codice Consumi ha voluto delineare le strategie da adottare per rispondere alle nuove sfide del mercato: Instaurare una nuova era di collaborazione per trarre beneficio dalla minore fedeltà dei consumatori e dalla variabilità delle community e dei territori; Caratterizzare i propri prodotti in modo selettivo affinché conquistino selezionate community con attitudini e desideri specifici; Adottare un approccio multicanale che consenta di offrire servizi di pre e post vendita sempre più personalizzati e integrati; Essere “agili” per adattarsi alla mutevolezza e alla transitorietà dei tratti distintivi dei consumatori evidenziate sia nel breve che nel lungo periodo.

«I nuovi paradigmi che si stanno delineando sono caratterizzati dall’orientamento alla parsimonia, dal bisogno di nuove “experience” nel processo di acquisto, dalla possibilità, grazie all’omnicanalità, di avere il negozio in tasca 24 ore su 24» ha affermato Enzo Risso, direttore scientifico di Ipsos Italia. «La spinta alla sostenibilità diviene sempre più legata al genius loci locale e assurge al profilo di un neo-romanticismo della terra, mentre i nuovi stili, un tempo prettamente metropolitani, conquistano i territori della provincia e divengono un modo per sentirsi al passo con i tempi. Nostalgia e rito esprimono, infine, le due polarità di una ricerca di sé nel fare la spesa, trasformando la scelta dei prodotti in una opzione di un senso per narrare se stessi».

«La complessità segno dei tempi e la fluidità con cui il cittadino-consumatore si muove tra le decisioni di acquisto e le scelte ci hanno guidati nell’individuazione dell’approccio di ricerca» ha spiegato Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia. «Per la prima volta, l’Italia delle persone e l’Italia dei territori si intersecano e propongono una visione multiforme di come i responsabili e le responsabili degli acquisti si muovono a fronte dell’offerta di marche e distributori. Cosa cercano, a cosa assegnano valore, con cosa si confrontano».

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«Comprendere i nuovi bisogni dei consumatori italiani in termini di offerta, modalità e canali di acquisto è fondamentale per consentire alle aziende del largo consumo di tracciare le linee strategiche e di investimento, di delineare una nuova modalità di relazione tra gli attori della filiera e di definire le implicazioni per gli stakeholder» ha affermato Francesco Pugliese, presidente di GS1 Italy. «Da questa esigenza è nato il progetto Nuovo Codice Consumi, che, grazie a una metodologia innovativa, ha saputo rappresentare la complessità, la mutevolezza e la “liquidità” della società italiana di oggi e, ancora più, di quella di domani. In quest’analisi produttori e retailer possono trovare spunti concreti da applicare alle loro attività per fornire le risposte adeguate alla complessità che ci circonda. Tante sono le sfide, come la creazione di un rapporto diverso, di scelta, tra Industria e Distribuzione, come la capacità di innovare formati e prodotti e quella di ripensare la propria organizzazione per aderire in maniera efficiente all’esigenza di nuove risposte alla complessità».

«I consumatori italiani sono diventati più esigenti e le loro preferenze di acquisto mutano rapidamente. Come emerge dalla ricerca, infatti, le caratteristiche socio-demografiche e la collocazione geografica non sono più sufficienti a comprendere gli individui, che ora appartengono a una o più community» ha commentato Gemma D’Auria, senior partner di McKinsey & Company. «Diventa quindi essenziale per le imprese del settore proporre un’offerta distintiva e innovativa, adottando un approccio ecosistemico alle nuove forme di cooperazione. Per realizzare tale trasformazione, l’adozione delle nuove tecnologie e lo sviluppo di competenze analitiche e digitali per la comprensione del mercato acquistano ancora più rilevanza strategica, insieme alla flessibilità dei modelli organizzativi».

       
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