Criptovalute: nuova alternativa per i pagamenti nell'ecommerce
Il 75% dei consumatori e 60% dei commercianti si dichiarano interessati a transazioni con criptovalute. È quanto è emerso dalla ricerca "Crypto for Payments report" pubblicata quest’anno da Crypto.com & Worldpay. Questa nuova modalità di pagamento che utilizza monete digitali basate su tecnologia blockchain, sta difatti accogliendo un sempre maggiore interesse, con grandi aziende, come Expedia e Microsoft, che stanno già accettando criptovalute.
Ad oggi, l'uso delle criptovalute predomina soprattutto come risorsa di investimento, nella maggior parte dei casi a fini speculativi. Tuttavia, in termini di applicazione pratica, le criptovalute presentano una serie di vantaggi per il settore dell’e-commerce, soprattutto in termini di immediatezza, riservatezza e sicurezza e di convenienza.
Le transazioni tramite criptovalute, difatti, poggiano su blockchain che garantisce transazioni immediate, contrariamente ad altre forme di pagamento online, come bonifici bancari che possono richiedere giorni. In più, la tecnologia alla base delle criptovalute è inviolabile al punto da essere più sicura delle transazioni bancarie. Grazie alla blockchain, gli acquirenti godono di anonimato finanziario che previene il rischio di attacchi informatici e garantisce maggiore protezione dei dati personali. Inoltre, le criptomonete sono difficili da riutilizzare o contraffare criptovalute e non è possibile annullare una transazione una volta completata. Ultimo, ma non ultimo, infine, i trasferimenti di criptovaluta di solito offrono un costo inferiore rispetto ai bonifici bancari o ai gateway di pagamento tradizionali, generalmente intorno all'1%. In questo modo è possibile evitare commissioni per i pagamenti internazionali e può consentire un aumento dei margini o la riduzione di costi aggiuntivi al momento del pagamento.
Non mancano, però, i rischi di accettare pagamenti in criptovalute, propri di un contesto in cui le risposte regolatorie sono ancora in una fase iniziale. Tra questi, vanno considerati soprattutti i rischi in termini di volatilità, impatto ambientale e di assenza di uno specifico quadro giuridico.
Innanzitutto, il valore delle monete virtuali può aumentare o diminuire vertiginosamente in poco tempo. Ad esempio, il Bitcoin, ha superato i 66.000 dollari lo scorso ottobre 2021, per attestarsi attorno ai 40.000 dollari a marzo 2022. Le criptovalute, inoltre, sostengono di essere uno strumento di democratizzazione indipendente da governi e istituzioni finanziarie. Questa assenza di un’istituzione centrale, sebbene permetta basse commissioni e libertà del tasso di cambio, implica allo stesso tempo l’assenza di un’autorità per la gestione delle controversie. Gli utenti che possono, pertanto, trovarsi esposti a perdite economiche, ad esempio in caso cessazione di attività delle piattaforme di scambio.
Una recente preoccupazione riguarda poi le emissioni di CO2 dovute al mining, complessi calcoli necessari a generare nuova criptovaluta e verificare la legittimità delle transazioni. Secondo il Bitcoin Electricity Consumption Index dell'Università di Cambridge, annualmente al Bitcoin si collegano consumi pari a circa 143 terawattora di elettricità all'anno, quasi il 0.65% del consumo mondiale di elettricità, superiore a quello di paesi come Norvegia, Cile o Svizzera. Un notevole impatto ambientale che può scoraggiare l’adozione delle monete digitali da parte delle nuove generazioni.
“La tecnologia blockchain utilizzata dalle criptovalute è la principale attrazione per il settore dell'e-commerce. È uno strumento digitale che permette di validare le transazioni attraverso un sistema completamente decentralizzato e anonimo. Una blockchain è inoltre molto difficile da hackerare, dunque gli e-commerce non verranno compromessi da frodi.", afferma Noelia Lázaro, Direttrice Marketing di Packlink.
“Siamo solo agli inizi di un più ampio processo di sperimentazione tecnologica e le criptovalute o, più in generale, la blockchain potrebbero porre le basi per nuove soluzioni di pagamento più efficienti. Al settore dell’e-commerce è richiesto oggi, sempre di più, di anticipare le esigenze dei suoi utenti e, dunque, di non sottovalutare il potenziale di questa tecnologia”, conclude Noelia Lázaro.
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