In un contesto in cui il confine tra fisico e digitale è sempre più sfumato, il punto vendita sta vivendo una profonda trasformazione, evolvendosi in un ecosistema intelligente e connesso. Al centro di questo cambiamento c’è lo scaffale, che grazie alle tecnologie digitali diventa una vera piattaforma strategica per garantire trasparenza, disponibilità e coerenza lungo tutto il customer journey. Ne abbiamo parlato con Finn Wikander, chief product officer di Pricer, per approfondire le principali sfide e opportunità che attendono il retail nei prossimi anni.
Quanto è difficile oggi, dal punto di vista tecnologico, garantire correttezza dei prezzi, disponibilità dei prodotti e coerenza tra canali fisici e digitali?
La difficoltà non risiede tanto nella disponibilità delle tecnologie, quanto nella capacità di orchestrare in modo efficace una grande quantità di dati, processi e sistemi diversi. Oggi i consumatori si aspettano che il prezzo visualizzato online coincida con quello presente a scaffale, che le promozioni siano immediatamente comprensibili e che il prodotto sia realmente disponibile quando decidono di acquistarlo. Si tratta di aspettative che sembrano semplici, ma che richiedono un elevato livello di sincronizzazione tra piattaforme e-commerce, sistemi centrali, applicazioni mobile e punto vendita fisico. In organizzazioni che gestiscono centinaia o migliaia di negozi, ogni disallineamento può tradursi in inefficienze operative e, soprattutto, in una perdita di fiducia da parte del cliente. Non si tratta soltanto di una nostra percezione. Una recente ricerca indipendente commissionata da Pricer e condotta su 5.000 consumatori in Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti ha evidenziato come 8 consumatori su 10 si aspettino un’esperienza coerente e sincronizzata tra canali online e offline, mentre 7 su 10 dichiarino di abbandonare il negozio quando trovano scaffali vuoti. Lo stesso studio evidenzia inoltre che gli acquirenti italiani sono tra i più attenti al prezzo: quasi 9 consumatori su 10 dichiarano di monitorare con grande attenzione le variazioni di prezzo a scaffale. Sono dati che dimostrano come accuratezza delle informazioni, disponibilità dei prodotti e coerenza dell’esperienza siano diventati fattori determinanti nella costruzione della fiducia.

Quali sono le tecnologie oggi più strategiche per trasformare lo scaffale in una piattaforma intelligente e quali evoluzioni dobbiamo aspettarci nei prossimi anni?
Lo scaffale è il luogo in cui si incontrano prodotto, prezzo, informazioni e decisione d’acquisto. Per questo motivo sta evolvendo da semplice supporto espositivo a vera infrastruttura digitale del negozio. Le tecnologie che stanno guidando questa trasformazione sono innanzitutto le etichette elettroniche da scaffale, che consentono una comunicazione dinamica e in tempo reale. A queste si affiancano piattaforme cloud e tecnologie sempre più evolute per il monitoraggio dello scaffale, la gestione delle disponibilità e l’ottimizzazione delle attività operative. Come Pricer abbiamo recentemente introdotto Pricer Avenue, una piattaforma di comunicazione a scaffale sviluppata proprio per ampliare il ruolo dello scaffale all’interno del punto vendita. L’obiettivo è trasformarlo da semplice supporto informativo a un canale capace di connettere retailer, brand e consumatori attraverso contenuti dinamici, informazioni aggiornate e una comunicazione più coinvolgente nel momento in cui avviene la scelta d’acquisto. Nei prossimi anni assisteremo a una crescente convergenza tra dati operativi e dati commerciali: lo scaffale non sarà più soltanto il luogo in cui vengono esposti i prodotti, ma una piattaforma intelligente in grado di supportare decisioni, processi e customer experience. È in questo senso che parliamo di “sistema nervoso digitale” del punto vendita.
Quale ruolo giocano le etichette elettroniche e i sistemi di automazione nel ridurre errori e inefficienze operative?
Oggi il tema non è più semplicemente aggiornare rapidamente un prezzo, ma garantire che quel prezzo sia corretto, coerente e immediatamente disponibile in ogni punto di contatto con il cliente. Le etichette elettroniche rappresentano uno strumento fondamentale in questo processo perché consentono di eliminare gran parte delle attività manuali associate alla gestione dei prezzi. La possibilità di aggiornare automaticamente migliaia di referenze in pochi secondi riduce drasticamente il rischio di errore e assicura un perfetto allineamento tra sistemi centrali, e-commerce e punto vendita. L’impatto è significativo non solo sul piano operativo, ma anche su quello della fiducia. Quando il consumatore trova sempre il prezzo corretto e informazioni coerenti, percepisce maggiore affidabilità da parte dell’insegna. In un contesto in cui il prezzo è diventato un elemento particolarmente sensibile, soprattutto per gli acquirenti italiani, questo aspetto assume un valore strategico. Dal punto di vista del retailer, inoltre, l’automazione libera tempo prezioso per il personale e migliora l’efficienza di attività come rifornimento, picking, gestione delle promozioni e controllo delle disponibilità. Oggi oltre 350 milioni di etichette elettroniche Pricer sono installate in più di 28.000 punti vendita nel mondo: un’esperienza che ci conferma come la digitalizzazione dello scaffale sia diventata un elemento chiave per coniugare efficienza operativa, accuratezza dei processi e qualità dell’esperienza d’acquisto.
Come cambia il ruolo del personale di negozio in questo contesto così fortemente tecnologico?
Spesso si pensa che l’introduzione di nuove tecnologie riduca il ruolo delle persone. In realtà stiamo osservando esattamente il contrario. Quanto più i processi diventano automatizzati, tanto più il contributo umano diventa strategico. Le attività a basso valore aggiunto, come l’aggiornamento manuale dei prezzi o alcune verifiche operative ripetitive, possono essere gestite dalla tecnologia. Questo permette agli addetti di dedicare più tempo all’assistenza, alla consulenza e alla relazione con il cliente, aspetti che restano fondamentali soprattutto nei punti vendita fisici. Nella nostra esperienza, i retailer che ottengono i migliori risultati sono quelli che utilizzano la tecnologia per rendere il lavoro delle persone più efficace e non semplicemente più veloce. Il negozio del futuro sarà sempre più data-driven, ma continuerà ad avere una forte componente umana. La tecnologia fornisce informazioni, automazione e capacità di analisi, il personale continua a essere il principale interprete dell’esperienza di acquisto. È dall’equilibrio tra questi due elementi che nascerà il retail dei prossimi anni.