Eldeco Elettronica ha sviluppata Smiro, una tecnologia italiana protetta da brevetto europeo che rende il mondo fisico del magazzino leggibile, tracciabile e governabile come un sistema digitale.
Smiro affronta uno dei paradossi meno visibili dell’industria contemporanea: le imprese dispongono di Erp, Mes, Wms gestionali e sistemi informativi sempre più sofisticati, ma non sempre riescono a sapere con altrettanta certezza dove si trovi fisicamente un materiale, chi lo abbia movimentato, in quale quantità sia realmente disponibile e quale percorso abbia seguito.
Attraverso una piattaforma proprietaria integrata con tag luminosi, sonori e cartacei, scanner e altri strumenti, Smiro associa ogni materiale alla propria posizione e ne registra le movimentazioni lungo il processo logistico e produttivo. Dialoga con i software già presenti senza sostituirli e si adatta ai flussi e alle infrastrutture dell’impresa, anziché richiederne la riprogettazione.
È proprio in questo “ultimo metro” che si concentra una parte delle inefficienze più difficili da isolare: tempo trascorso nella ricerca dei materiali, percorsi e movimentazioni inutili, verifiche, errori, riacquisti, ritardi e possibili rallentamenti della produzione. Un insieme di dispersioni operative che raramente viene contabilizzato come tale, ma che sottrae tempo alle persone e capacità al sistema senza generare valore.
I risultati rilevati nei contesti applicativi di Smiro restituiscono la dimensione di questo potenziale: fino al +50% di produttività logistica nell’ambito del personale, un incremento minimo del 40% della capacità spaziale e recuperi fino al 70% dello spazio in presenza di grandi volumi, con valori che variano in funzione delle caratteristiche dei materiali e dell’organizzazione del magazzino. Nel primo caso, l’aumento di produttività non deriva da una maggiore intensità del lavoro, ma dalla riduzione del tempo assorbito da attività che non producono valore: ricerca dei materiali, percorsi inutili, verifiche ripetute e dipendenza dalla memoria individuale.
Il sistema su cui si basa Smiro non è legato a uno specifico settore, perché cambia ciò che viene movimentato ma non l’esigenza di conoscere e governare con precisione la disponibilità fisica dei materiali. Nel chimico-farmaceutico, per esempio, può supportare la gestione di lotti, ubicazioni e scadenze; nella Gdo e nella distribuzione, dove rotazioni elevate e shelf life differenti rendono particolarmente complessa la gestione delle scorte, può contribuire a governare meglio flussi, immobilizzi e sprechi. Nell’elettronica e nella manifattura, invece, la criticità può essere rappresentata da migliaia di componenti diversi che devono essere reperiti e messi a disposizione della produzione nel momento in cui servono. La stessa logica si applica a ricambi, materie prime, semilavorati e prodotti finiti, dalla minuteria ai pallet, in aree interne ed esterne e all’interno di strutture già esistenti.
“Prima di Google Maps, conoscere una città era un vantaggio: bisognava ricordare strade e percorsi. Oggi non serve più, è il sistema a guidarci. Smiro applica lo stesso principio al magazzino: la conoscenza non deve dipendere dalla memoria di chi sa già dove sono le cose”, spiega Giuseppe Brizzo, amministratore di Eldeco Elettronica e ideatore di Smiro. “Per oltre trent’anni l’industria ha digitalizzato ordini, contabilità, produzione, clienti e fornitori, mentre gli oggetti continuavano a vivere nel mondo fisico. Con Smiro abbiamo cercato di chiudere l’ultimo metro della trasformazione digitale: quello tra il dato e l’oggetto. Perché il valore della tecnologia, per un’impresa, non sta nell’aggiungere complessità, ma nel riuscire a ottenere di più dalle risorse che possiede già”.