Da una nuova indagine condotta dall’Osservatorio Shopping DoveConviene, emerge che la tecnologia è ormai indispensabile per studiare e fa crescere la spesa delle famiglie.
L’analisi, in vista dell’imminente back-to-school, ha esplorato le abitudini, le percezioni e i comportamenti d’acquisto dei genitori degli alunni di scuole di ogni ordine e grado e degli studenti universitari.
Il dato che emerge chiaramente è che, nel 2026, i device sono una componente integrante del percorso scolastico: per l’80% degli intervistati sono indispensabili (44%) o molto importanti (36%) per l’apprendimento.
Quando si parla di strumenti essenziali, non emerge un unico dispositivo dominante: a “vincere” è il tablet (29%), seguito da laptop (26%) e connessione internet (23%), molto vicini nelle preferenze dei nuclei familiari, a conferma di come oggi lo studio si fondi su un ecosistema digitale sempre più articolato.
In parallelo all’importanza della dotazione tecnologica, cresce anche la percezione del suo impatto economico. Nel contesto del generale aumento del costo della vita, l’83% dei rispondenti ritiene infatti che la spesa sia aumentata negli ultimi cinque anni (in particolare, per il 48% è incrementata di molto).
Ciononostante, le cifre investite restano relativamente contenute: per il 71% delle famiglie l'esborso si concentra sotto i 300 euro, mentre il 16% spende tra 300 e 499 euro e solo il 13% supera i 500 euro. Tenere il budget sotto controllo sembra quindi essere la priorità, nella ricerca di un equilibrio tra necessità educative, qualità e sostenibilità della spesa.
Sebbene gli acquisti hi-tech vengano percepiti come imprescindibili, l’occhio rimane sul portafoglio: per la quasi totalità del campione (96%) promozioni e offerte incidono, a diversi livelli, sulle scelte. Non sorprende quindi che il 47% degli intervistati dichiari di effettuare gli acquisti per il rientro scolastico approfittando di promozioni e sconti, che caratterizzano tradizionalmente il periodo estivo. Il 34% pianifica l’investimento con largo anticipo, mentre solo una minoranza decide poco prima dell'inizio delle lezioni (10%) o in base a esigenze improvvise (9%).
Contenere i costi è quindi un obiettivo comune, ma le strategie per raggiungerlo possono variare: oltre due terzi (67%) dichiarano di far leva su promozioni e sconti come strategia per gestire il budget destinato al back-to-school digitale, mentre quasi una famiglia su quattro (24%) afferma di aver rinunciato ad altre spese personali o familiari per sostenere gli acquisti tecnologici legati allo studio.
Al tempo stesso emerge una visione di lungo periodo: il 16% del campione preferisce spendere di più per un prodotto ritenuto più affidabile e duraturo, segnale di come questi acquisti vengano sempre più percepiti come un investimento sul percorso formativo.
Quando si tratta di scuola, i consumatori non vogliono farsi trovare impreparati. Ma dove si informano? Soprattutto online: i volantini digitali sono di gran lunga il canale prediletto (54%), seguiti a distanza da comparatori (35%), motori di ricerca (32%) e marketplace (22%). Gli strumenti di intelligenza artificiale, come ChatGpt o Copilot, stanno entrando (anche) in questa conversazione: già l’8% degli intervistati li utilizza in fase di ricerca. Un dato ancora contenuto, ma che segnala l’ingresso dell’IA tra le fonti utilizzate per orientarsi nelle decisioni di spesa.
Pur collezionando informazioni sul web, quasi tre quarti delle famiglie continuano a fare compere nel mondo reale: per lo più nei negozi fisici specializzati in elettronica (67%), a cui si aggiunge il 6% che sceglie ipermercati e supermercati. Il percorso d'acquisto appare quindi sempre più ibrido: la scelta si costruisce online, ma la finalizzazione avviene prevalentemente nel punto vendita fisico.
Non sorprende, considerando la minore età e la dipendenza economica della maggior parte degli studenti, che gli acquisti siano un “affare di famiglia”. Nel 41% dei casi la scelta del prodotto è infatti condivisa, mentre nel 38% è il genitore ad avere l’ultima parola.
Colpisce invece il peso marginale del brand: soltanto il 4% degli intervistati considera la marca come il principale driver d’acquisto. Ad incidere in maniera ben più significativa sono promozioni e sconti (30%), prezzo (23%) e caratteristiche tecniche (23%). Un dato che conferma come convenienza e funzionalità abbiano oggi un peso decisamente superiore rispetto alla notorietà del marchio.