Spettacoli alla Frutta (Saf), associazione temporanea di imprese che riunisce 16 aziende e brand del settore ortofrutticolo, ha lanciato il progetto Aldo (Artificial Ludic Digital Operator) che porta l’intelligenza artificiale nel punto vendita con un obiettivo preciso: trasformare il reparto ortofrutta in uno spazio capace di leggere e attivare la relazione con il consumatore.
Aldo si presenta come un assistente virtuale a supporto della spesa in ortofrutta: un sistema di conversational signage – una forma evoluta di segnaletica digitale che interagisce direttamente con gli shopper – basato su totem interattivi in grado di dialogare con il consumatore, adattare i contenuti alle singole persone attraverso un algoritmo di intelligenza artificiale e fornire informazioni su stagionalità, caratteristiche dei prodotti, ricette e modalità di consumo o semplicemente curiosità, stimoli, divertimento per contribuire a raccontare l’ortofrutta con una luce nuova per ingaggiare meglio e di più il consumatore.
Tra metà aprile e i primi giorni di maggio Aldo è stato installato in 6 punti vendita appartenenti a SiconTe (CediMarche), Sole365, Alì, Coop, Carrefour e Conad Pac 2000A. Il progetto si svilupperà fino alla fine del 2026 e prevede una fase di test nei primi 60 giorni, realizzata in condizioni operative reali, con il coinvolgimento diretto delle insegne della Gdo.
Aldo introduce un modello analitico basato su dati reali. I totem e il chatbot raccolgono informazioni sulle interazioni – come numero di contatti, tempo di permanenza in reparto, modalità di fruizione, profilazione anonima dei contatti per genere, età, provenienza, principali attitudini nel pieno rispetto delle norme sulla privacy – che vengono rese disponibili attraverso dashboard aggiornate e report periodici.
“Che l’AI ci cambierà la vita è un fatto – spiega Claudio Dall’Agata, direttore del Consorzio Bestack e portavoce di Spettacoli alla Frutta – la sfida è capire come e come questa tecnologia può essere plasmata per massimizzarne l’efficacia. Con Aldo vogliamo superare le letture teoriche del comportamento d’acquisto e portare nel reparto ortofrutta un test reale, misurabile e confrontabile. Il punto non è dire che l’AI funziona, ma capire come può funzionare, quale modalità genera più interazione e se questo produce valore per il reparto. Ma soprattutto comprendere cosa davvero vuole sapere il consumatore, carpire informazioni preziose sulle sue abitudini di acquisto e cosa si aspetta dalla categoria”.