Univo lancia il sistema digitale che rende verificabile l’autenticità di ogni bottiglia di vino
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Univo lancia il sistema digitale che rende verificabile l’autenticità di ogni bottiglia di vino

Univo, startup innovativa di Alba, ha sviluppato un sistema contro la contraffazione del vino in grado di fornire a ogni singola bottiglia una prova della propria autenticità, leggibile da chiunque.

Il cuore del sistema, protetto da deposito di brevetto, è un'impronta: a ogni bottiglia viene associato un segno unico, impresso in linea durante il confezionamento, che non si può copiare né trasferire. Il consumatore, l'importatore o l'ente di controllo lo verificano in pochi secondi con l'app Univo Verify: si inquadra la bottiglia con lo smartphone e l'esito – autentica o non autentica – arriva subito, senza dispositivi speciali e senza competenze tecniche.

Letichetta elettronica

L'anticontraffazione non è però un dispositivo isolato: è l'ultimo anello di una piattaforma che accompagna il vino dal magazzino allo scaffale. Il primo è l'etichetta elettronica. Dall'8 dicembre 2023 il Regolamento europeo 2021/2117 impone di indicare ingredienti e dichiarazione nutrizionale, anche tramite QR code. Univo fornisce un'etichetta digitale in 24 lingue con QR code dinamici, che restano attivi e aggiornabili nel tempo senza ristampare nulla: ogni consumatore, in qualsiasi Paese, legge l'etichetta nella propria lingua.

Il magazzino

Il secondo anello è il magazzino. La piattaforma gestisce materiali di confezionamento e prodotto finito incrociando carichi dei fornitori, consumi teorici da distinta base, scarti di linea e inventario fisico. Il risultato è un dato che le cantine raramente hanno: dove, esattamente, si perde materiale lungo la linea di imbottigliamento, e quanto costa.

La tracciabilità

Il terzo è la tracciabilità. Ogni lotto, ogni pallet e, quando serve, ogni bottiglia hanno una propria storia digitale: quando è stata imbottigliata, con quali materiali, in quale spedizione è partita, verso quale mercato. "Ogni bottiglia, una mappa", è la formula con cui Univo riassume il concetto. Ed è questa mappa che rende possibile l'ultimo passaggio: se ogni bottiglia ha una storia, ogni bottiglia può dimostrare di essere vera.

Una scelta di fondo attraversa tutta la piattaforma: i dati restano di proprietà della cantina, sono esportabili in qualsiasi momento e sono conservati su infrastruttura Amazon Web Services in Europa, nel pieno rispetto del Gdpr. I QR code restano attivi per almeno cinque anni anche in caso di cessazione del servizio, perché una bottiglia venduta oggi può essere aperta tra molto tempo. Il sistema è in cloud, non richiede server in cantina, si aggiorna automaticamente e si integra con i gestionali già in uso.

Le cantine

Tra le prime realtà ad adottare Univo ci sono due nomi storici del Barolo: Vietti, a Castiglione Falletto, e Poderi e Cantine Oddero, a La Morra. Due cantine con una forte presenza sui mercati internazionali, dove la certezza di origine è ormai parte del valore percepito del prodotto. Per loro il segno Univo non è solo una difesa: è un argomento di vendita. Un importatore che può verificare ogni bottiglia in arrivo, un ristoratore che può mostrarlo al tavolo, un collezionista che può controllare una bottiglia comprata all'asta dieci anni dopo: sono tutti momenti in cui l'autenticità smette di essere una promessa e diventa un fatto che chiunque può accertare.

Il commento

Alla guida del progetto c'è Stefano Di Benedetto, imprenditore albese che dal 1996 guida Europrint, azienda specializzata nella stampa di etichette per il vino: "Ho passato quasi trent'anni a stampare etichette per le cantine di Langa, Roero e Monferrato. Poi ho visto arrivare, sui mercati esteri, bottiglie che le nostre cantine non avevano mai prodotto. Il vino italiano vive di identità: un territorio, una famiglia, un'annata. Ogni volta che una bottiglia falsa arriva a un consumatore, quell'identità si consuma un po'. Univo nasce per proteggere il lavoro di chi produce, bottiglia per bottiglia".