L’inflazione sta condizionando il carrello della spesa online. A sostenerlo è ReStore, che ha effettuato un interessante monitoraggio relativo l’andamento dei prezzi nei mesi di giugno e luglio ed agosto di quest’anno, a confronto con lo stesso periodo nel 2021.
I dati sulle vendite nel settore dell’E-Grocery, confermano, infatti, un aumento generalizzato delle vendite a valore a fronte di una diminuzione dei volumi. Ad esempio, per quanto riguarda la categoria “pane e pizza”, si registra un aumento nelle vendite a valore del 36%, a fronte di un aumento dei volumi del 29%.
Al secondo posto si trova la categoria dei gelati. Questo dato è condizionato dal caldo dei mesi estivi: l’incremento nelle vendite rispetto allo scorso anno è del 26%. Lo stesso vale per i piatti pronti, carni rosse e l’acqua che registra un aumento sia delle vendite che del prezzo medio, anche se vengono rilevati volumi in diminuzione del 7%.
In base alle elaborazioni di ReStore, l’aumento complessivo delle vendite è di quasi il 3%, a fronte di una diminuzione dei volumi del 6%. Tutti elementi che confermano come l’inflazione abbia condizionato gli acquisti anche sulle piattaforme online.
Un’ulteriore e interessante analisi dell’azienda, riguarda gli aumenti del prezzo medio rispetto al 2021: i prodotti che hanno subìto il rincaro maggiore sono quelli per gli animali domestici, seguiti dall’acqua e pasta, riso e zuppe.
Prendendo invece in considerazione anche le altre categorie di prodotti più acquistate sulle piattaforme, si registra un aumento del prezzo medio del 10%.
I dati di ReStore confermano come nel nostro Paese il carrello della spesa sia decisamente più caro rispetto allo scorso anno. Stiamo assistendo, infatti, ad una “contrazione” dei consumi determinato dal calo del potere di acquisto che va così ad intaccare anche il variegato mondo dell’e-commerce e dei retailer online.