Iungo, società specializzata in soluzioni per migliorare la supply chain e le performance aziendali, ha presentato i risultati della sua indagine “Raccolta e gestione delle dichiarazioni di conformità materiali e componenti” il cui obiettivo è fare luce su come le imprese italiane affrontano oggi questa attività lungo la catena di fornitura.
L’indagine, che vede coinvolte circa 350 aziende clienti di Iungo, evidenzia che più della metà delle organizzazioni intervistate, il 64%, gestisce ancora le dichiarazioni di conformità di materiali e componenti con modalità poco strutturate, utilizzando strumenti eterogenei come e-mail, fogli Excel o archivi non centralizzati. Questa situazione si riflette anche nella percezione del rischio: le aziende coinvolte stimano infatti un livello medio di esposizione pari a 2,8 (su una scala da 1 a 5), un dato che suggerisce come l’assenza di processi strutturati e strumenti dedicati possa aumentare la vulnerabilità a errori, ritardi nella raccolta della documentazione e difficoltà nel dimostrare tempestivamente la compliance durante controlli o audit.
Questo approccio comporta un notevole dispendio di tempo da parte delle funzioni aziendali e aumenta il rischio di ritardi ed errori nel reperimento della documentazione. In particolare, oltre la metà delle aziende intervistate, il 53%, impiega 3 o più giorni al mese per la raccolta e all’aggiornamento delle dichiarazioni dai fornitori. La difficoltà è confermata anche dal dato di 2,4 su una scala da 1 a 5, che indica quanto i referenti aziendali percepiscano complesso risalire rapidamente alle dichiarazioni di un componente acquistato: più il sistema è frammentato e manuale, più aumenta la fatica di ottenere informazioni aggiornate e affidabili.
Tra le attività più impegnative emergono in particolare il sollecito dei fornitori (71%) per l’invio delle dichiarazioni, l’aggiornamento costante degli archivi documentali (78%) e il monitoraggio delle scadenze, processo che per il 75% degli intervistati continua a essere gestito manualmente. A queste complessità operative si aggiunge la necessità di seguire costantemente l’evoluzione normativa, un’attività che il 43% delle aziende trova difficile da gestire.
“In un contesto di mercato sempre più regolamentato e orientato alla sostenibilità, la gestione delle dichiarazioni di conformità non è più un mero adempimento burocratico – commenta Micaela Valent, coo Area Solutions di Iungo – ma un vero elemento strategico. Grazie alla digitalizzazione e a strumenti centralizzati, le aziende possono trasformare gli obblighi normativi in vantaggi concreti, migliorando efficienza, trasparenza e collaborazione lungo tutta la supply chain. Per noi, la compliance proattiva rappresenta oggi una leva fondamentale per costruire filiere più resilienti, sicure e sostenibili, in grado di coniugare qualità, legalità e reputazione del brand”.