Custom, multinazionale italiana specializzata nelle soluzioni tecnologiche integrate, in occasione del summit “Retail Disruption” – che ha fatto tappa a Milano e Roma registrando oltre 500 presenze di dealer – ha presentato in anteprima nazionale Dfp – Digital Fiscal Platform, la nuova piattaforma software destinata a supportare la transizione verso il modello di fiscalità digitale previsto nei prossimi anni.
La nuova soluzione è stata sviluppata per accompagnare il settore del retail nel percorso di adeguamento alle nuove normative, con l’obiettivo di garantire continuità operativa, integrazione dei sistemi e semplificazione dei processi di certificazione fiscale. Custom ha già avviato un percorso di sperimentazione con l’Agenzia delle Entrate, strutturando una divisione dedicata già dal 2024 per sviluppare tecnologie e modelli operativi coerenti con il nuovo quadro regolatorio. Con oltre 600.000 punti cassa telematici attivi e presenza in 16 mercati fiscali internazionali, Custom si posiziona come il player più strutturato nella gestione della fiscalità digitale, con soluzioni progettate per garantire continuità operativa e adeguamento progressivo alle nuove regole.
I cambiamenti normativi e l’adeguamento tecnologico sono oggi protagonisti del retail; infatti il biennio 2026-2027 rappresenta uno spartiacque per il mercato fiscale e dei pagamenti digitali. Secondo Custom non si tratta di una normale evoluzione tecnologica, ma di una trasformazione strutturale che inciderà direttamente su modalità di vendita, certificazione fiscale, gestione dei pagamenti e architetture software del punto vendita.
“Chi pensa che si tratti soltanto di adeguarsi a nuove normative sta sottovalutando la portata del cambiamento – dichiara Carlo Stradi, presidente e fondatore del Gruppo Custom – il retail sta cambiando radicalmente e servono partner capaci di guidare questa transizione con visione, investimenti e soluzioni già pronte”. Il tema è particolarmente rilevante anche sul piano infrastrutturale: il parco installato nazionale prevede infatti una sostituzione fisiologica di oltre 1 milione di dispositivi telematici, con impatti significativi sull’intera filiera.