Come può una piccola impresa italiana affrontare l’ingresso dell’intelligenza artificiale senza perdere il controllo dei propri processi e delle proprie decisioni? È la domanda al centro di "Che differenza c’è tra Goldrake e una Piccola Impresa Italiana?", il nuovo libro di Maurizio Mambrin, imprenditore con trent’anni di esperienza nel settore Ict e dell’innovazione.
Il volume nasce con l’obiettivo di offrire agli imprenditori delle Pmi una guida concreta per comprendere l’impatto dell’AI generativa sull’organizzazione e sui processi aziendali, senza ricorrere a tecnicismi. Il tema centrale non è soltanto ciò che l’intelligenza artificiale è in grado di fare, ma soprattutto come utilizzarla mantenendo il controllo umano sulle decisioni.
Il percorso proposto dall’autore si sviluppa nell’arco di 18 mesi e accompagna l’imprenditore dalla comprensione delle tecnologie AI alla loro applicazione nei processi aziendali, affrontando temi come organizzazione, automazione, responsabilità e normativa.
Uno dei concetti chiave del libro è quello di algoretica, introdotto accanto a cibernetica e algoritmo per sottolineare l’importanza della responsabilità nelle decisioni supportate dall’intelligenza artificiale. L’autore invita infatti a considerare l’AI non come un sistema a cui delegare indiscriminatamente le decisioni, ma come uno strumento da governare attraverso competenze, metodo e supervisione umana.
Il titolo prende spunto da Goldrake, il celebre robot della serie animata, utilizzato come metafora della piccola impresa: un sistema complesso che, per funzionare, ha bisogno di una persona capace di guidarlo e di mantenerne il controllo. A completare il progetto è Goldrake, una skill pensata come strumento operativo collegato al libro e destinata ad accompagnare nel tempo l’evoluzione dell’imprenditore nell’utilizzo dell’AI, in un contesto nel quale strumenti, applicazioni e normative sono in continua trasformazione.
Con "Che differenza c’è tra Goldrake e una Piccola Impresa Italiana?", Maurizio Mambrin propone quindi una riflessione sull’intelligenza artificiale nelle Pmi che mette al centro non la tecnologia in sé, ma la capacità dell’imprenditore di comprenderla, scegliere dove applicarla e mantenere la responsabilità delle decisioni. Un approccio particolarmente attuale in una fase in cui l’AI sta passando dalla sperimentazione all’integrazione concreta nei processi delle imprese.