Secondo una ricerca realizzata da YouGov per Accessiway, azienda italiana attiva a livello europeo nel settore dell’accessibilità digitale come parte del Gruppo team.blue, a un anno dall’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (Eaa), la navigazione da smartphone continua a presentare numerose barriere che ostacolano un accesso semplice e inclusivo ai servizi digitali.
L’indagine, condotta su oltre 1.000 italiani, mostra che il principale ostacolo nell’utilizzo di siti e applicazioni da smartphone è rappresentato da pubblicità invasive, richieste di consenso ai cookie e pop-up difficili da chiudere, indicati dal 50% degli intervistati. Seguono i contenuti che si caricano lentamente (27%) e le procedure di inserimento dati considerate troppo complesse, come compilazione di moduli, gestione delle password e inserimento di informazioni personali (23%).
Il tema assume un peso crescente considerando che la maggior parte delle attività digitali quotidiane – dagli acquisti online all’home banking, fino all’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione – viene ormai svolta da dispositivi mobili. Secondo i dati richiamati nello studio, nel 2025 gli utenti che hanno navigato da mobile hanno raggiunto 40,5 milioni, confermando il ruolo centrale dello smartphone nell’ecosistema digitale italiano.
La ricerca evidenzia inoltre un aspetto particolarmente rilevante per aziende e sviluppatori: sono infatti i giovani della Generazione Z a segnalare più frequentemente problemi di accessibilità. In Italia il 90% degli under 35 dichiara di incontrare difficoltà nella navigazione da mobile, contro il 75% degli over 56. Un risultato che suggerisce come le nuove generazioni abbiano aspettative sempre più elevate in termini di user experience, semplicità di utilizzo e qualità dei servizi digitali.
Lo scenario emerso nel mercato italiano si inserisce in un contesto europeo più ampio. Le cinque indagini realizzate da Accessiway nel 2026 in Francia, Austria, Germania, Regno Unito e Italia mostrano infatti che le difficoltà di navigazione da smartphone rappresentano una criticità diffusa in tutto il continente, con percentuali di utenti che dichiarano problemi di accessibilità comprese tra il 64% e l’82%. In tutti i Paesi analizzati, pubblicità intrusive, banner e richieste di consenso ai cookie si confermano tra gli elementi più penalizzanti per l’esperienza online.
“L’accessibilità digitale non si esaurisce nel rispetto degli obblighi normativi – afferma Edoardo Arnello, executive vice president di Accessiway – ma costituisce uno strumento concreto per garantire pari opportunità di accesso a informazioni, servizi e risorse essenziali. In un mondo in cui sempre più attività si svolgono online e tramite dispositivi mobili, progettare esperienze digitali accessibili nell’intero processo significa favorire una partecipazione piena ed equa alla vita economica e sociale”.