Il 2022 ha rappresentato un punto di svolta per il settore dei pagamenti digitali. A testimoniare questo cambio di passo è Qonto, dai cui dati emerge che a dicembre 2022 le transazioni via POS sono triplicate rispetto a luglio 2022.
Ma non è tutto, perché con l’aumento dei volumi è cambiato anche il peso dello scontrino medio che si è ridotto di circa il 42%, un dato che suggerisce come il POS venga sempre più utilizzato anche per piccoli importi.
La norma vigente conferma l’applicazione di una sanzione per chi rifiuta i pagamenti con carta e bancomat qualunque sia l'importo. Così come previsto dal decreto PNRR, commercianti e professionisti sono tenuti ad adeguarsi alla normativa per contrastare l’evasione fiscale e, al contempo, accelerare il processo di digitalizzazione del Paese.
L'utilizzo POS è incentivato non solo per i vantaggi per i consumatori, ma anche perché permette agli esercenti di gestire il flusso di cassa aziendale in modo più efficace, di avere una migliore gestione del budget, e offrire una maggiore sicurezza nei pagamenti. Per questo sono anche stati messi in atto incentivi quali il “Bonus POS”, tramite cui gli esercenti e i professionisti possono fruire di un credito d'imposta fino al 100% delle commissioni sostenute. Inoltre, secondo quanto previsto dalla nuova Legge di Bilancio 2023, il governo è attualmente al lavoro per trovare una soluzione che permetta di alleggerire le commissioni sui pagamenti elettronici e costituire quindi un tavolo di lavoro permanente tra le categorie coinvolte.
La strada verso cui sembra ci si stia muovendo è quella di un azzeramento delle commissioni per i micropagamenti sotto i 10 euro e di una riduzione flessibile per quelli fino a 30 euro.